PIA e CONTRATTI D’INVESTIMENTO: un flop per le aziende artigiane Stampa
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Lunedì 12 Gennaio 2009 11:07

 

"Ma io credo pure, che gli uomini sian tanto meno feroci quanto meno sono poveri,

che i progressi della industria avranno per effetto un raddolcimento di costumi, e un botanico mi ha detto che il biancospino, se trasportato da un terreno secco in uno grasso, dà per ogni sua spina, un fiore".  

                                                                                                   Giustino Fortunato

Ho voluto trascrivere un’idea che un illustre meridionalista affermava in un suo scritto del 1911 e che il Prof. Brunetta, Ministro dell’attuale Governo, cita a premessa di un suo saggio edito dalla casa Editrice Donzelli nell’ottobre del 1995 dal titolo "SUD - Alcune idee perché il Mezzogiorno non resti com’è".

Può sembrare strano una simile citazione collegata al tema della politica delle Misure agevolative che la Regione Calabria ha inteso adottare per lo sviluppo delle imprese calabresi. Una serie di Misure che intendono agevolare le imprese attraverso programmi integrati di investimenti: strutture, servizi, innovazione etc e che riguardano sia la singola azienda (PIA) che le imprese riunite in filiere (Contratti d’investimento).

Una bella idea di politica economica che cerca nuova strada per le imprese: integrare nel progetto un piano d’impresa che consideri sia l’investimento materiale che quello immateriale.

Le imprese proponenti sono considerate alla pari, ossia le medesime valutazioni sia per le imprese industriali che per quelle artigiane.

L’elaborazione della graduatoria è affidata ad un Ente gestore, quale Artigiancassa, ed il bando prevede tutta una seria di paletti sia interpretativi che attuativi che si traducono in "punteggio minimo" da raggiungere non inferiore a 50 punti!

A questo si aggiunge la produzione di una documentazione che comprende per ben due volte criteri valutativi da parte delle Banche che sostengono le singole operazioni le quali s’impegnano "ab inizio" ad anticipare le somme per gli investimenti.

La pubblicazione del bando ha questo risultato: le domande sono appena 406.

La pubblicazione della graduatoria ha questo risultato: le domande accolte riguardano solo 76, ossia appena il 18% delle imprese richiedenti, delle quali meno del 20% Artigiane.

I Contratti d’Investimento accolti sono solo 4 su 5 progetti presentati.

Il contributo stanziato ammontava ad Euro 140.000.000,00 ( di cui Euro 84.000.000,00 per i Pacchetti Integrati di Agevolazione ed Euro 56.000.000,00 per i Contratti d’Investimento) quello da utilizzare ammonta 51.293.554,95 con un mancato utilizzo dei fondi comunitari stanziati di € 88.707.446,05.

L’esito del tutto deludente, purtroppo, prefigura l’incapacità delle imprese di questa Regione di attingere adeguatamente ai fondi strutturali e restituire i fondi a Bruxelles diventare di conseguenza finanziatori netti delle altre Regioni europee in ritardo di sviluppo.

La Confartigianato della Calabria, sin dall’emanazione del bando aveva evidenziato alla Regione l’inadeguatezza dei criteri adottati in rapporto alla realtà regionale delle imprese delle quali il 98% appartiene alla categoria micro-impresa, tra le quali 40.000 circa sono artigiane.

Riteniamo, pertanto, che sia necessaria e urgente una riconsiderazione dei criteri che guardino con realismo alla struttura economica dell’imprenditoria calabrese e le liberi da lacci e laccioli che provocano soltanto danni.

Si attende, quindi, un’assunzione di responsabilità da parte di un governo regionale che possa mettere in grado di aiutare un tipo di imprenditorialità, che malgrado tutto, mantiene l’economia di questa Regione.

La Confartigianato Calabria è impegnata a sostenere ogni iniziativa perché nell’attuale momento di crisi globale questa terra non debba subire un’ulteriore disagio per effetto di politiche inadeguate.

Qui ritorna Giustino Fortunato, come monito ai Governanti, bisogna prima fare diventare il terreno grasso perché "dalle spine di biancospino possano nascere i fiori", caso contrario il terreno secco diventerà arido e irreversibilmente sterile.

Walter Fonte – Segretario Regionale

 

 

 

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