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L'onda lunga della crisi si abbatte sull'edilizia Stampa E-mail
Edilizia
Martedì 31 Agosto 2010 08:39

IN SINTESI

Attività in calo del 18,1%, ritardi di pagamento che costano 337 milioni di euro, finanziamenti bancari in diminuzione del 2%. Sono cifre da brivido quelle che riguardano il settore delle costruzioni in cui operano 585.000 imprese artigiane, investite dall’onda lunga della crisi.

A lanciare l’allarme è Anaepa Confartigianato che, dati alla mano, denuncia le difficoltà abbattutesi con maggiore violenza sull’edilizia proprio in questi ultimi mesi, quando per altri comparti si inizia a intravedere qualche segnale di ripresa.

A pesare maggiormente sono i ritardi di pagamento da parte degli Enti pubblici e dei clienti privati: nell’ultimo anno e mezzo gli imprenditori edili hanno visto aumentare di 38 giorni i tempi di attesa per essere pagati. Un danno economico enorme, quantificato dall’Ufficio studi di Confartigianato in 337 milioni di euro di maggiori oneri finanziari per la filiera delle costruzioni.

Come se non bastasse è arrivata una norma che colpisce proprio le attività che offrono maggiori speranze al settore edile. Si tratta della ritenuta d’acconto del 10% sui bonifici bancari e postali con i quali i beneficiari delle agevolazioni fiscali (del 36% sulle ristrutturazioni edili e del 55% per il risparmio energetico) pagano le imprese esecutrici dei lavori.

Per risollevare le sorti del settore, Anaepa sollecita il rilancio del Piano casa che interessa quasi 4 milioni e mezzo di famiglie.

Gli incentivi per il risparmio energetico sono un'altra delle misure anticicliche su cui punta Anaepa Confartigianato per sostenere la domanda.

I DETTAGLI

L'attività è sprofondata a -18,1% rispetto ai livelli pre-crisi e ora, accanto alla stretta del credito, è allarme per l'allungamento fino a 90 giorni dei ritardi dei pagamenti. E non aiuta certo la ritenuta del 10% sui bonifici scattata a luglio con la manovra estiva. Una crisi insomma sempre più nera che colpisce in modo particolare la piccola impresa e il settore artigiano - evidenzia un rapporto dell'Ufficio studi di Confartiginato - e che persiste anche nella prima parte del 2010, a differenza di altri comparti che registrano invece qualche segnale di recupero.

Nonostante tutto, tiene l'occupazione, +0,4% nel primo trimestre dell'anno, a fronte invece di cali anche forti in altri settori. Le prospettive però non sono rosee, il persistere dello stallo (il crollo dei volumi è più forte in Italia rispetto agli altri paesi) potrebbe determinare prossimi trimestri bui. E resta al palo anche il ' piano casa' dal quale sarebbe potuta arrivare invece una forte spinta, con un potenziale di cittadini interessati di oltre 8,7 milioni.

A tutto ciò si aggiunge la stretta di liquidità, a causa il forte allungamento, dai 52 a 90 giorni, dei pagamenti da parte dei clienti alle imprese artigiane delle costruzioni. Un dilatarsi dei ritardi che, secondo Confartigianato determina un costo in termini di maggiori oneri finanziari stimabile in 337 milioni di euro.

E non basta il debole segnale di ripresa (+3,4%) dei volumi delle compravendite immobiliari, il confronto è con lo stesso periodo dello scorso anno quando si toccò i livelli più bassi. Ma a non andare proprio giù alle pmi dell'edilizia è la brutta sorpresa della manovra finanziaria d'estate, con il via dal primo luglio scorso alla ritenuta d'acconto del 10% applicata da banche e posti ai bonifici per le agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico.

"Le misure del 36% e del 55% sono gli unici segnali di vitalità in un contesto di grande preoccupazione – sottolinea Stefano Bastianoni, segretario generale di Anaepa Confartigianato - e la ritenuta colpisce i più piccoli privandoli di una liquidità già estremamente scarsa. E' un anticipo d'imposta ma molte imprese andranno a credito il prossimo anno, e i rimborsi sono lenti. C'è un rischio boomerang per un ritorno di una parte al sommerso".

"In un quadro praticamente da acqua alla gola, il piano casa oggi arenato, può invece funzionare da volano per far ripartire il comparto'' aggiunge Bastianoni, sottolineando come risulti elevata infatti la propensione delle famiglie all'utilizzo degli incentivi per le ristrutturazioni, oltre 8.700.000 cittadini (un sesto della popolazione), circa 4,4 milioni di famiglie. L'intenzione di ricorrere ad ampliamenti del 20% dei volumi abitativi è più alta poi tra i cittadini che hanno utilizzato gli incentivi del 55% per il risparmio energetico, misura che dovrebbe essere resa permanente, è l'auspicio. Peccato però che il piano del 20% è arenato tra pastoie e lungaggini. "Va bene la salvaguardia dai possibili abusi, ma non ci stiamo a imbalsamare tutto rinunciando all'opportunità di una forte spinta per uscire dalla secca" dice l'Anaepa, che si prepara a un pressing di sensibilizzazione su Comuni ed enti locali.

 

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