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Lettera ai vertici della Regione Stampa E-mail
Fotografi
Domenica 28 Giugno 2020 18:16

Zero contributi ai fotografi Confartigianato non ci sta

Accesso al bando “Riapri-Riparti Cal a b r i a” per molti ma non per tutti, sicuramente non per i fotografi che hanno visto il proprio codice Ateco escluso. Stessa sorte è toccata a categorie come i titolari delle lavanderie o autoriparazioni, meccanici e gommisti che sebbene autorizzati a rimanere aperti nel periodo del lockdown, sicuramente non hanno potuto svolgere il proprio lavoro per mancanza di clienti. A contestare la scelta di escludere queste categorie dall’accesso al bando della Regione Calabria è il segretario provinciale di Confartigianato Catanzaro, Raffaele Mostaccioli, che interroga i vertici della Cittadella regionale sulle ragioni che hanno indotto a questa scelta, invitando la Regione a cambiare rotta. Una posizione rafforzata dalle richieste dei coordinatori della categoria dei fotografi, Nino Bronzi e Alessandro Garzanti che hanno chiesti l’intervento della presidente della Regione, Jole Santelli, con un accorato appello affidato ad una lettera. «Vista l’attuale emergenza sanitaria a causa del Covid-19, vuole portare a conoscenza le attuali difficoltà che il settore fotografia e in particolar modo la fotografia matrimoniale/cerimonia/eventi sta subendo - si legge nella lettera -. Già nel decreto del presidente del Consiglio dell’11 marzo 2020 e 22 marzo 2020 nell’allegato 1, è indicato come macro categoria il codice Ateco 74“Attività Professionali scientifiche e Tecniche” come attività strategiche. Non essendo chiaro il Dpcm molti di noi sono rimasti chiusi anche perché, a causa di questa emergenza, continuamente abbiamo avuto chiamate di disdette/annullamenti dei servizi precedentemente fissati per questo anno corrente: matrimoni, battesimi, comunioni, 18esimi compleanni, saggi di danza, lauree, eventi sportivi, e così via che non si sono potuti realizzare per il lockdown imposto dal governo. Per questo motivo il 95% del nostro lavoro di questo anno è andato in fumo. Del resto perché dovevamo restare aperti quando nessuno poteva spostarsi e tutte le attività erano bloccate?». «In televisione - si legge ancora nella missiva- si parla di ristoranti, parrucchieri che condividono il nostro problema, ma non di noi. Visionando il decreto “riapri/riparti Calabria” pubblicata sul sito della nostra Regione ci siamo accorti con molto dispiacere che si rifà di nuovo all’allegato 1 dei dpcm del 11e 22marzo 2020 e che il nostro codice Ateco è stato escluso dal provvedimento. Onorevole presidente –conclude la lettera indirizzata a Jole Santelli chiedo a nome di tutti i miei colleghi professionisti del settore che venga inserito il nostro codice Ateco nel bando. Non è giusto che il nostro settore fortemente danneggiato da questa emergenza sanitaria sia escluso a priori da possibili aiuti economici. Siamo piccole imprese che vivono di sogni e uno di questi è vivere nel territorio e per il territorio come tutte le altre attività»

Fonte: Gazzetta del Sud

 

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